OLTRE IL RECINTO
Eccoli pronti per entrare in maneggio 🐎
MILLE ROMANZI NELLA TESTA E NEL CUORE
OLTRE IL RECINTO di Emanuela Taddei
Un racconto…
Il titolo: OLTRE IL RECINTO… oltre il recinto delle proprie paure, delle proprie manchevolezze fisiche o mentali, oltre il recinto di una società alienante…
La storia di Viola che lotta per i propri sogni, per tenere Lady, la sua cavalla.
In foto: i capitoli…
Penso che anche poche pagine possano emozionare e lasciare il segno.
L'ULTIMO TURNO dvd (recensione)
Un film che non avrei voluto vedere, perché sapevo che mi avrebbe fatto male. E così è stato.
Lo consiglio a TUTTI, in special modo ai politici che hanno deciso di inserire le estetiste tra i lavori usuranti escludendo gli infermieri (se non con l’inghippo, del numero minimo di turni notturni).
Ecco alcuni punti che meritano chiarezza:
- Le priorità: prima si somministra l'antidolorifico al paziente, poi si va in sala operatoria a ritirare il malato.
L'infermiere che sa capire le priorità ha in mano il reparto.
- La terapia: prima di essere somministrata, va sempre controllata (regola del giusto farmaco, giusta dose, giusto paziente ecc.). Ogni infermiere italiano lo sa.
- Il rispetto: non esiste che un infermiere danneggi oggetti dei pazienti, questa è una libera (e discutibile) interpretazione del regista.
- La gestione emotiva: la scena del pianto non è del tutto credibile. Può succedere, certo, ma in genere ci si controlla e si continua a lavorare per il bene dei pazienti. Si piange, dopo, a casa.
- La frenesia: questa è reale. delle richieste è reale. Icampanelli, le telefonate, le urgenze, il peggioramento del quadro clinico, il bisogno di dialogo del paziente e dei familiari. Il tempo a disposizione è sempre troppo poco a causa della cronica mancanza di personale.
- Dettagli tecnici: per esigenze narrative sono stati omessi controlli basilari post-intervento chirurgico. Oltre ai parametri vitali e alla valutazione del dolore, non vengono menzionati il controllo della ferita, dei drenaggi e della diuresi.
- Igiene: sul lavaggio delle mani, purtroppo, qui in Italia non siamo sempre impeccabili. Quasi, dai.
- Vita privata: la vita familiare è completamente sballata, vero. La vita sociale pure. Dopo essere emersi dalla “trincea”, si torna alla realtà con un approccio fuori dagli schemi.
- Realismo: il film è talmente realistico da provocare rigetto in chi lavora o ha lavorato in ospedale. La verità è che i turni, a volte, sono persino peggiori di così.
- Il rapporto con i medici: spesso non comprendono il nostro reale carico di lavoro, la responsabilità e la pressione che sosteniamo.
- Considerazioni personali: ora forse capirete perché quel danneggiamento alla portiera della mia auto da parte dei no-vax sia stato un gesto infame, cattivo e illogico.
- In conclusione: ho fatto bene a cambiare vita. Molti infermieri, come me, lo stanno facendo.
L’unico modo per arginare queste dimissioni di massa è aumentare il personale e adeguare gli stipendi. In caso contrario, assisteremo alla fine della professione infermieristica.
© Emanuela Taddei
PREMONIZIONI
Avete mai avuto delle premonizioni?
Voci nel vento? Segni sulla sabbia?
Increspature d’onda?
Sento che sta arrivando…
L’anno che segnerà il mio destino…
Non me lo so spiegare…
Continuo a leggere libri già letti, a scrivere parole già scritte…
Mal di schiena, di collo, insonnia, mille idee che vorticano nel mio cuore…
Le mie mani battono la tastiera e si fondono con l’universo…
Le voci… Sì, quelle voci mi parlano…
I personaggi arrivano a me, depositano la loro storia e poi fuggono via…
Io li afferro, per un istante, poi li lascio volteggiare…
Non posso spegnere quel fuoco che ormai divampa in me…
Non posso…
È grande, la mia piccolezza non può contenerlo, solo spostarlo, dirigerlo, comprimerlo su un foglio…
Scrivere è ormai questione di vita e di morte.
La vita dei miei personaggi o l’oblio…
Ed io ho scelto: mi farò travolgere, sarò sempre più distaccata dalla realtà, perché la realtà fa male, sempre più male.
Il mio scudo sarà la scrittura, non permetterò più a nessuno di ferirmi.
Solo ai miei personaggi.
Emanuela Taddei
(Immagine libera da copyright- Pixabay)
Racconto
Oltre il recinto” non è un semplice racconto, è un condensato di frammenti di vita il cui significato va oltre la pagina scritta. È la voce di chi lotta contro il sistema, la potenza ancestrale del legame fra l’uomo e l’animale. È il coraggio di pagare in prima persona per le proprie scelte, nella consapevolezza che scegliere la strada giusta ha sempre un prezzo.
È molto di più di una storia, è un invito alla riflessione che ognuno di noi, prima o poi, è chiamato a fare.
“Oltre il recinto” diventa così una metafora perfetta: non è solo un confine fisico per un cavallo o per un animale, ma il limite delle nostre convinzioni, delle regole sociali e delle nostre paure.