lunedì 9 marzo 2026

L’ULTIMO TURNO

 L'ULTIMO TURNO dvd (recensione)

Un film che non avrei voluto vedere, perché sapevo che mi avrebbe fatto male. E così è stato.


Lo consiglio a TUTTI, in special modo ai politici che hanno deciso di inserire le estetiste tra i lavori usuranti escludendo gli infermieri (se non con l’inghippo, del numero minimo di turni notturni). 


Ecco alcuni punti che meritano chiarezza:

- Le priorità: prima si somministra l'antidolorifico al paziente, poi si va in sala operatoria a ritirare il malato. 

L'infermiere che sa capire le priorità ha in mano il reparto.

- La terapia: prima di essere somministrata, va sempre controllata (regola del giusto farmaco, giusta dose, giusto paziente ecc.). Ogni infermiere italiano lo sa.

- Il rispetto: non esiste che un infermiere danneggi oggetti dei pazienti, questa è una libera (e discutibile) interpretazione del regista.

- La gestione emotiva: la scena del pianto non è del tutto credibile. Può succedere, certo, ma in genere ci si controlla e si continua a lavorare per il bene dei pazienti. Si piange, dopo, a casa.

- La frenesia: questa è reale. delle richieste è reale. Icampanelli, le telefonate, le urgenze, il peggioramento del quadro clinico, il bisogno di dialogo del paziente e dei familiari. Il tempo a disposizione è sempre troppo poco a causa della cronica mancanza di personale. 

- Dettagli tecnici: per esigenze narrative sono stati omessi controlli basilari post-intervento chirurgico. Oltre ai parametri vitali e alla valutazione del dolore, non vengono menzionati il controllo della ferita, dei drenaggi e della diuresi.

- Igiene: sul lavaggio delle mani, purtroppo, qui in Italia non siamo sempre impeccabili. Quasi, dai.

- Vita privata: la vita familiare è completamente sballata, vero. La vita sociale pure. Dopo essere emersi dalla “trincea”, si torna alla realtà con un approccio fuori dagli schemi. 

- Realismo: il film è talmente realistico da provocare rigetto in chi lavora o ha lavorato in ospedale. La verità è che i turni, a volte, sono persino peggiori di così.

- Il rapporto con i medici: spesso non comprendono il nostro reale carico di lavoro, la responsabilità e la pressione che sosteniamo. 

- Considerazioni personali: ora forse capirete perché quel danneggiamento alla portiera della mia auto da parte dei no-vax sia stato un gesto infame, cattivo e illogico.

- In conclusione: ho fatto bene a cambiare vita. Molti infermieri, come me, lo stanno facendo. 

L’unico modo per arginare queste dimissioni di massa è aumentare il personale e adeguare gli stipendi. In caso contrario, assisteremo alla fine della professione infermieristica.

© Emanuela Taddei



venerdì 6 marzo 2026

PREMONIZIONI

 PREMONIZIONI 

Avete mai avuto delle premonizioni?

Voci nel vento? Segni sulla sabbia? 

Increspature d’onda?


Sento che sta arrivando…

L’anno che segnerà il mio destino…


Non me lo so spiegare…

Continuo a leggere libri già letti, a scrivere parole già scritte…


Mal di schiena, di collo, insonnia, mille idee che vorticano nel mio cuore…

Le mie mani battono la tastiera e si fondono con l’universo…

Le voci… Sì, quelle voci mi parlano…

I personaggi arrivano a me, depositano la loro storia e poi fuggono via…

Io li afferro, per un istante, poi li lascio volteggiare…


Non posso spegnere quel fuoco che ormai divampa in me…

Non posso… 

È grande, la mia piccolezza non può contenerlo, solo spostarlo, dirigerlo, comprimerlo su un foglio… 

Scrivere è ormai questione di vita e di morte. 

La vita dei miei personaggi o l’oblio… 


Ed io ho scelto: mi farò travolgere, sarò sempre più distaccata dalla realtà, perché la realtà fa male, sempre più male. 

Il mio scudo sarà la scrittura, non permetterò più a nessuno di ferirmi. 

Solo ai miei personaggi. 

Emanuela Taddei 

(Immagine libera da copyright- Pixabay)




OLTRE IL RECINTO



 OLTRE IL RECINTO - Emanuela Taddei 

Racconto


Oltre il recinto” non è un semplice racconto, è un condensato di frammenti di vita il cui significato va oltre la pagina scritta. È la voce di chi lotta contro il sistema, la potenza ancestrale del legame fra l’uomo e l’animale. È il coraggio di pagare in prima persona per le proprie scelte, nella consapevolezza che scegliere la strada giusta ha sempre un prezzo.

È molto di più di una storia, è un invito alla riflessione che ognuno di noi, prima o poi, è chiamato a fare.

“Oltre il recinto” diventa così una metafora perfetta: non è solo un confine fisico per un cavallo o per un animale, ma il limite delle nostre convinzioni, delle regole sociali e delle nostre paure.

mercoledì 18 febbraio 2026

VORAUS

 

VORAUS ULTIMO COMANDO PER TORNARE A VIVERE - Emanuela Taddei
Finalmente l'ho scritto. Ora è in fase di correzione. Oggi lo so: io e il mio libro abbiamo già vinto.
Questo progetto ha un significato immenso: stavo per iniziare a scriverlo nel 2020, dopo mesi di studio e documentazione tra storia dell’Afghanistan, missioni militari italiane e cinofilia.
Avrebbe dovuto essere il mio grande tributo a un cane eroe militare.
Poi arrivò il Covid, ed io, come infermiera, ne fui travolta.
Solo dopo molto tempo ho trovato la forza di riprendere in mano questa storia, di rileggere libri, e rivedere documentari. Infine l'ho scritto. Ho chiuso il cerchio. Non è esattamente come lo avevo immaginato allora, ma sapete che c'è? Lo trovo più bello. Diverso.
Dietro un libro ci sono particolari, passaggi, stati d'animo che spesso non si possono nemmeno immaginare. Per me Voraus è il “mio punto”. E lo adoro soprattutto per questo.
(Foto da Web)

 

venerdì 23 gennaio 2026

Cane eroe Monti Sibillini Terremoto

 Monti Sibillini - Norcia - Castelluccio di Norcia


Queste fotografie un pò imprecise sono state scattate nel lontano agosto del 2017, un anno dopo il terremoto. Le scattai con discrezione, spesso dall'auto. Mi sarebbero dovute servire per ambientare il romanzo sul lupo. Invece rimasero sepolte in una cartella del PC. Oggi posso pubblicarle, testimoniano una frattura non ancora sanata. 

Il mio prossimo romanzo sul cane eroe militare sarà ambientato in due luoghi completamente diversi: Afghanistan e Umbria. Protagonisti: Miro (cane eroe), Antonio (conduttore militare), Mara (istruttrice cinofila specializzata in ricerca dispersi su macerie), Blue (cane di Mara), Claudio (veterinario) e alcune figure afghane che spiccheranno per la loro completezza ed unicità: il pastore di notte con il suo gregge, il bambino e la mina a farfalla, la donna in burqua al mercato, il talebano appostato sui monti, l'interprete in una base militare italiana (Camp Arena), la studentessa ribelle a Kabul… e altri che ancora non so ... Arriveranno da me quando sarà il momento.

Ecco! 

Queste sono le mie notti insonni o i miei giorni chinata sulla tastiera a far nascere un mondo sconosciuto ai più.

Buona giornata cari lettori/lettrici

La vostra Emanuela