mercoledì 17 aprile 2019

Come nasce un libro?


«dammi vento e ti darò miglia» moitessier
DAMMI TEMPO E TI DARO' LIBRI... E.T.


È vero sono ossessionata dai libri... Ma É questa ossessione che mi tiene in vita... E.T.


Il libro più bello è quello che non ho ancora scritto... E.T.


Come nasce un libro? Tanto studio e una sfrenata fantasia ... E.T.


Scrivere è questione di sopravvivenza... E.T.



Sono molto malata: ho la romanzite cronica! E.T.

venerdì 29 marzo 2019

Lettera con recensione romanzi.

Ciao Sergio,
come stai.
Innanzitutto ho letto entrambi i libri di tua moglie. devo dire che mi sono piaciuti, veloci da leggere, sintetici, capibili. Ho trovato che in entrambi c'è la presenza in qualche modo della violenza che in generale viene fatta alle donne.
Sul primo, quello del monastero, questa interposizione tra passato e futuro mi è piaciuta (probabile, no certo, le donne nel passato venivano bistrattatte più di oggi). Inoltre questa tipologia di racconto all'interno di un monastero-museo almeno a me ha stimolato la necessità di ricercare su internet alcune notizie circa i monumenti, quadri presenti e quelli di cui la scrittrice menziona nel racconto. Ottima idea per dare creatività ed interesse al lettore nella ricerca di un qualcosa periferico alla storia principale del racconto.
L'altro libro, riferito all'infermiera Sara, è una storia che in parte conosco perché frequento le sale operatorie e spesso sento dire da parte delle infermiere delle problematiche del lavoro, dei rapporti con i colleghi, con i medici, con la direzione sanitaria, riunioni ecc che ho letto nel racconto. Mi ripeto, una storia che scorre bene, si legge con facilità e fluidità come l’acqua che scorre in un fiume senz aun ristagno. C'è sempre un possibile amore che non fa mai male. Ci sono sempre delle storie tristi, di amori o rapporti non perfettamente allineati. Ho intravisto un aspetto una constatazione che mi è piaciuto e che mi ha fatto riflettere anche su me stesso. A fronte di una scelta iniziale, determinata di fare l’infermiera, ci si accorge che forse è stata la strada sbagliata per varie motivazioni. Poi, la famiglia e gli amici veri, si riesce a intraprendere forse quello che uno desiderava fare.
Quindi, per concludere posso solo comunicarti di passare questo messaggio a tua moglie:
COMPLIMENTI PER QUELLO CHE HAI SCRITTO. C'E' SOLO UNA PAROLA O MEGLIO UN SUPERLATIVO: BRAVISSIMA. Sign. L.

domenica 10 marzo 2019

venerdì 1 febbraio 2019

PREFAZIONE "IL RITORNO DEGLI DEI" Taddei Emanuela e Alberto Re


PREFAZIONE "IL RITORNO DEGLI DEI"

Li avevamo abbandonati nei polverosi libri delle scuole medie, di norma più occupati a sbertucciarsi fra loro e ad intasare della propria progenie il Genere Umano, che ad occuparsi delle sorti dello stesso.
E mai avremmo pensato di vederli spuntare dai racconti epici e di nuovo interagire con le umane miserie: l’avvento di nuove Ere, la nascita e la scomparsa di civiltà secolari e le innumerevoli intemperanze dei mortali, operano un miracoloso RISVEGLIO.

Anna e Alessandro sono due adolescenti la cui esistenza è impaludata entro le solide barriere di un quotidiano privo di prospettive: la scuola che frequentano pare quasi respingerli e i compagni li tormentano a causa delle umili origini. Così mentre Anna cerca una sorta di rivalsa applicandosi quasi senza respiro nelle materie scolastiche, Alessandro si chiude sempre più in sé stesso, rischiando di perdere il contatto col mondo.

Poi una notte di Primavera, Hermes il messaggero degli Dei penetra quasi inconsapevole nel sonno di Anna, ridestato dal millenario sepolcro da un labile richiamo. È solo l’inizio di una storia appassionante, diversa, densa di significati e di riflessioni purtroppo non più futuristiche. Il RITORNO DEGLI DEI intende stimolarci, quasi implorarci a riconsiderare le scelte dissennate che ci hanno tradotto all’orlo del disastro, e suggerirci che se intendiamo abitare questo nostro ormai agonizzante Pianeta per i secoli a venire, in difetto di misericordiose divinità dovranno essere gli stessi uomini a invertire la rotta. Ammesso ve ne sia ancora il tempo.