domenica 4 ottobre 2026

Sarta con le ali

 SARTA CON LE ALI - Emanuela Taddei


(Romanzo breve) 




LE ALI


 


Le ali di un angelo non fanno rumore, non le vedi e, se anche le intravedessi in una giornata crepuscolare, non sapresti che sono proprio un’emanazione divina. Le scambieresti per pulviscolo dorato, nulla più.


E se per caso intravedessi mani luminose all’opera, non capiresti che stanno rammendando ferite o cucendo speranze, vedresti solo le mani di una piccola sarta che, con ago e filo, cuce una stoffa.


 


Oggi è una buona giornata per creare. Il sole che entra dalla finestra illumina il tavolo da lavoro e la macchina da cucire.


Gio siede chinata, protesa a rifinire gli ultimi particolari di un abito da sposa.


Tante speranze tra pizzi e merletti… Ma la sarta sa che, dietro ogni decorazione, si nasconde una verità fatta di lacrime e aspettative disattese.


E proprio la difficoltà nel cucire questi ultimi punti la induce a pensare che non sarà un matrimonio felice.


Altri abiti, infatti, nascono in un batter d’occhio, scorrendo fluidi come l’acqua di un torrente.


Quando invece incontra simili ostacoli, e non di rado si punge i polpastrelli, Gio avverte già il sapore di ferite a venire.


Ed è allora che svolge un rocchetto di filo dorato, cercando di inserire a forza dei punti nascosti, a rinforzo dell’abito.


Punti invisibili che dovrebbero infondere alla sposa la fermezza e il coraggio per affrontare le avversità.


Lei non sa perché agisce in questo modo, sa solo che sente un brivido tra le scapole, un fremito improvviso che le suggerisce di sostenere, con un rosario di punti, la fragilità di quel tessuto maritale.


Sa anche che, se non assecondasse questo istinto di protezione, il risultato sarebbe nefasto. Come se la felicità di quella donna dipendesse, in segreto, dalla resistenza del suo filo.


 

Il sole sta tramontando e l’ombra, lentamente, toglie fiato alla luce. Stanca ma soddisfatta, Gio appende l’abito su una gruccia, in bella vista. Gli ultimi raggi lo sfiorano, accendendo i punti dorati e rendendolo quasi magico.


Poi apre un vecchio quaderno, dove annota le misure, i nomi e le date di tutte le spose passate. Scorrendo quelle pagine con i polpastrelli ancora doloranti, i nomi evocano ricordi, volti, destini.

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