mercoledì 24 dicembre 2025

L’ultima lettera




 L’ULTIMA LETTERA

Infine siamo arrivati alla resa dei conti: dopo aver divelto le cabine telefoniche si rimuoveranno pure le cassette postali. 

Succede in Danimarca, ma da noi in Italia? Quando?

Già faceva un certo effetto passare per vie, parchi e piazze ed accorgersi che quelle cabine rosse e silenziose sparivano dalla nostra vista. 

Puff! 

Quante telefonate, quanti ricordi: la ricerca di monete, gettoni o tessere telefoniche, la speranza che all’altro capo del telefono ci fosse qualcuno.

E così per le cartoline, cercate, scelte, rigirate in mano mille volte: indirizzo, talvolta sbagliato, la data, il luogo.

Alcune cartoline erano inaspettate, da quelle capivi se il ragazzo, seppur in vacanza o in caserma per la leva, pensasse a te. 

Mia sorella ogni giorno riceveva una lettera dal suo fidanzato (attuale marito), costretto come tanti a quell’assurdo anno di Naja. 

Ci voleva una biro per scrivere e la voglia di farlo.

Oggi nemmeno un messaggio. 

Leggere questo articolo mi intristisce.

È davvero un’epoca che se ne va, come una cartolina sbiadita. 

I nostri tempi, gli ultimi, quelli dell’assenza di tastiere o telefonini, quelli con la TV in bianco e nero, senza telecomando, il telefono duplex, le macchine fotografiche a pellicola, i giradischi e le mangia cassette… 

Pure i nastri di queste ultime se ne son volati via…

Però non sono certa che questo progresso ci abbia fatto bene. 

Siamo sempre più soli.

Più collegati e più soli.

© Emanuela Taddei

(Articolo da IL FATTO QUOTIDIANO)

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