mercoledì 1 marzo 2023

L’anima nell’oceano - Giancarlo Pedote





 L’ANIMA NELL’OCEANO - GIANCARLO PEDOTE 

Vendée Globe 2020-21

Mentre il nostro mondo lottava contro il Coronavirus, confinati in casa o bardati negli ospedali, Giancarlo lottava a bordo del suo IMOCA, scalando l’”Everest dei mari”.

Il giro del mondo senza scalo e senza assistenza, doppiando Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn. 

Sacrifici, difficoltà, emozioni contrastanti, rabbia, sconforto, gioia, malinconia, energia, stanchezza… un resoconto tecnico e profondamente umano. 

Un sogno che si avvera.

Perché Giancarlo è un sognatore.

Ed i suoi sogni lo hanno portato proprio lì: a solcare tutti gli oceani del pianeta Terra.

Giancarlo rappresenta il bello dell’essere umano, da ammirare e imitare.

Permettiamoci, nonostante tutto, di sognare un mondo migliore, quello dei sogni che si avverano. 

Emanuela Taddei


Mi ferirò i piedi, di nuovo…


 28 febbraio 2023

RICORDI DI UN’INFERMIERA - EMANUELA TADDEI 

Penso che ci siano dei percorsi obbligati, da cui forzatamente devi passare.

Non avrei mai voluto scrivere di me, mettere a nudo le mie debolezze, le mie paure, i miei rimpianti, la mia rabbia.

Ho sempre cercato di scrivere altro, sobbarcandomi la fatica di documentarmi: museo Santa Giulia di Brescia, Alto Medioevo, mitologia greca, lupi, fauna selvatica, habitat, guerra afgana, cani militari, vampiri…

In ogni romanzo ho trasmesso emozioni il cui filo conduttore è SEMPRE stato la speranza.

Poi giunge il tempo per ascoltarsi, per elaborare una vita vissuta oltre il limite umano.

Ed ho scoperto di essere fragile, di aver dato troppo, di aver sbagliato, di non essere stata perfetta, come avrei voluto essere.

E così altra tappa obbligata: mi si chiede di presentare RICORDI DI UN’INFERMIERA presso la sede di un giornale locale.

Io non vorrei MAI presentare questo libro, perché sfogliarne le pagine mi provoca dolore.

Vorrei lasciarlo lì a sedimentare.

Vorrei che scomparisse, non parlarne, specialmente in pubblico. 

Avrei voluto parlare di lupi, non di me.

Ma il mio percorso di scrittrice mi conduce qui: a parlare di me. 

Perciò seguirò il percorso obbligato e mi ferirò i piedi, di nuovo.

Emanuela Taddei

Daniele Ciotti




 21 febbraio 2023 

Oggi è un giorno triste.

Stanotte, causa la mia ricorrente insonnia, ho letto un post che mai avrei voluto leggere.

Daniele Ciotti è venuto a mancare.

Inizialmente ho pensato ci fosse stato un errore, ma poi scorrendo i vari commenti di incredulità e le corrispondenti risposte, ho realizzato che fosse tutto vero.

Vero come una bomba fatta deflagrare nel mio stomaco.

La nostra era un’amicizia ”virtuale”, discreta e rispettosa. 

Un dialogo iniziato nel 2020, quando tutti noi bresciani eravamo messi a dura prova. Una persona “seria” e nel contempo ironica. Adorava Brescia e il Brescia. Le sue passioni lo guidavano in questa vita e spero anche da lassù. Condoglianze alla famiglia, ai colleghi/ghe e ai suoi fratelli della Curva 🖤

P.S. Le amicizie, seppur virtuali, hanno un peso.

Emanuela Taddei

24 febbraio 2023 h.10:30 BRESCIA 

Chiesa di San Faustino e Giovita


Stamane un percorso di riflessione mi ha portata fino a te.

Da Iseo in auto, rallentata dal traffico, in metropolitana in silenzio, infine in piazza Loggia dove ho bevuto un caffè, rimpiangendo di aver sempre rimandato il nostro incontro. 

Ecco una riflessione: mai aspettare, vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Poi, con lentezza, ho imboccato via San Faustino e sono arrivata giusto quando sei arrivato tu.

Il coro degli Ultras riempiva l’aria, l’auto che ti conteneva era lucida, di colore chiaro. In contrasto si intravedeva all’interno una bara scura e pesante nel suo tetro significato.

La tua bella sciarpa bianco blu sul coperchio… 

Il cielo era coperto e direi triste, proprio come me.

Ho aperto la mia borsetta ed ho guardato sconsolata la sciarpa che i gnari della Curva mi regalarono nel 2020 fuori dagli Spedali Civili di Brescia. Anche allora l’inno accorato della Curva saliva al cielo e riecheggiava potente nei nostri cuori. 

Un’altra riflessione: i bresciani nel momento del bisogno c’erano, non si sono mai tirati indietro.

Ho lasciato alle spalle il gruppo dei gnari e sono entrata in chiesa.

La messa si è svolta mesta, pochi rispondevano al pastore, tanti tenevano gli occhi bassi.

Avevo bisogno di un segno, di sapere se Daniele fosse lì con noi. 

Quando il parroco, durante la predica, iniziò a parlare di lui, improvvisamente il cielo nuvoloso si è aperto e lame di luce illuminavano i banchi.

Io, per caso, ero proprio in corrispondenza di un finestrone, e sono stata abbagliata. 

Poi, come un cuore pulsante, la luce andava e veniva ad intermittenza. 

Sì. Daniele Ciotti era lì con noi e ci salutava.

Mi ha dato speranza. Speranza che dopo la morte non tutto finisce. 

Poi, all’uscita sono ripresi i canti dei suoi amici, io li chiamo fratelli, ed ho sperato che anche loro sentissero la sua presenza.

Per caso vicino a me, ho visto il sindaco Emilio Del Bono. Molto provato. Una riga di lacrime solcava il suo viso. 

In fila agenti in divisa, compatti e ritti, nel dolore.

Altra riflessione: tante persone, con ruoli diversi, talvolta contrapposti, erano tutte lì a rendere omaggio a Daniele. 

Ci ha uniti nel dolore. 

Poi il carro funebre se n’è andato e lentamente la folla si è dispersa. 

Lentamente perché eravamo quasi imbambolati, increduli, e restii ad andarcene, quasi a voler cogliere ancora un ultimo saluto.

Un ultimo saluto che Daniele Ciotti non avrebbe più dato a nessuno.

Ecco!

Penso che sia stato un giorno pesante. 

Un addio senza un arrivederci.

Penso che quel caffè avremmo dovuto berlo. 

Buon viaggio caro amico.

Anche oggi mi hai insegnato qualcosa.

Emanuela Taddei

Turno di notte - Giacomo Poretti



 TURNO DI NOTTE - GIACOMO PORETTI 


“Ogni tanto c’è una paura che mi si affaccia nella mente…” (Cit.)

                                    #

È quella sensazione che mi impedisce di prendere sonno, perciò tengo accesa la luce o la televisione.  

Chi ha vissuto per anni a contatto con la morte e con la sofferenza, non può non provarla.

Ti assale all’improvviso e non riesci a domarla.

È la cruda realtà che hai tenuto fuori per poter svolgere al meglio il tuo lavoro. 

Ma la rimozione e i meccanismi di difesa prima o poi si pagano.

Lo sforzo di non far cadere il castello di carte alla fine le fa cadere tutte.

Le raccogli come se fossero cocci: la tua anima sbriciolata in mille modi.

Flash di ricordi: l’ultimo rantolo, la mano stretta alla tua, occhi febbricitanti e poi un susseguirsi di situazioni che hai saputo gestire ed ora non le gestisci più. 

Ti rotolano tra le mani come un castello di carte rovinato a terra.

E l’ansia ti assale… Non riesci più a tenerla fuori.

Penso che l’ignoranza di ciò che avverrà aiuti a vivere. 

Stasera non riesco a vivere perché l’ignoto per me è noto. 

E questo “noto” si attacca alla mia pelle e mi fa dire che la caducità della vita è reale, ed è proprio qui, stasera, in tutti i miei ricordi.

Emanuela Taddei


Ruolo dell’editor


 LIBRI, CHIACCHIERE, CAFFÈ E TÈ

Questo il mio commento:

Sono d’accordo. Come mi sono regolata io nel corso degli anni? Il primo libro lo affidai ad un editore. Mi fece rimuovere il 90% delle note (assurdo), non trovò errori grammaticali (trovati invece da me e comunicati prima della pubblicazione), sostituì termini “aulici” chiamiamoli così con termini più “popolari”, ed infine cambiò il titolo. 

Mi sono fatta violentare (dal punto di vista scrittorio ovviamente). 

Dopo aver recuperato la mia opera, mediante avvocato, l’ho ripubblicata, arricchendola di fotografie (archivio museo). Dopo un’esperienza non certo carina, ho deciso di autopubblicarmi. Le correzioni del testo le affido ad una persona competente di mia conoscenza. Per la comprensione del romanzo (attrattività, logicità della storia, incongruenze ecc.) mi avvalgo di pochi parenti fidati, i quali essendo parenti, sono inclini a non mentire e a criticare se necessario. Per quanto riguarda la copertina o le illustrazioni mi avvalgo o di artisti locali o di fotografi professionisti oppure ultimamente di fotografie personali. Questo è quanto. Così sto bene. Non mi farò più squartare da nessuno, solo da persone fidate e coerenti con il concetto di Arte e non di Marketing.

SUPEREROI Di Mr. Rain

 Dedico questo brano alle mie colleghe 💙


Supereroi



di Mr. Rain

Tutti noi abbiamo un filo che ci lega a qualcuno

Ma la vita è imprevedibile e non sempre va bene

Spesso i fili si intrecciano l'uno con l'altro

Fino a che perdi la persona che ti appartiene

Perdi la rotta ma non la destinazione

Ma a volte basterebbe cambiare il punto di vista

È come guardare un gruppo di stelle viste dall'altra parte del mondo

Resta la stessa costellazione

Io sto scappando da qualcosa che non voglio

Da una cosa che ho paura di perdere

Questo è un errore che non mi posso permettere

Ho perso tempo a cercare la verità

Ma alla fine mi sono accorto che la risposta era dentro me

Molte persone se ne vanno lasciandoti niente

Ma solo poche ti rimangono dentro per sempre

Non so se mi hai capito

Ma da oggi sarò il protagonista del tuo sogno preferito

Cercavo il tuo sorriso in quello delle altre persone

Ma qua nessuno mi sorride come lo facevi tu

Per ricordarti non mi serve una canzone

Sono un supereroe, combatterò per noi ma lo farò quaggiù

Il mondo conta su di me

È come se non fossi mai stato abbastanza per te

(Il mondo conta su di me)

Ho il mio futuro tra le mani ma sono pronto a salvarti

Anche se erano occupati io ho sempre aiutato gli altri

Siamo lontani ma ho il potere di mettere

I tuoi problemi su carta trasformandoli in origami

E per quanto può sembrare, in fondo noi non siamo uguali

Ho imparato a volare dopo che mi hanno spezzato le ali

Non capisci ciò che hai fino a quando non lo perdi

Non capisci di volare fino a quando poi non cadi

Sono sul tetto del mondo

Sembrate così piccoli visti da qua in alto sopra la città

Avrei potuto fare di meglio

Ma sono sempre stato più grande rispetto alla mia età

Ho una forza incredibile nell'andare avanti

Riuscire ad essere invisibile agli occhi degli altri

Un cuore di ghiaccio e una fiamma nel petto

Ho quattro superpoteri ma non riesco ad essere me stesso

Cercavo il tuo sorriso in quello delle altre persone

Ma qua nessuno mi sorride come lo facevi tu

Per ricordarti non mi serve una canzone

Sono un supereroe, combatterò per noi ma lo farò quaggiù

Il mondo conta su di me

È come se non fossi mai stato abbastanza per te

(Il mondo conta su di me)

(Il mondo conta su di me)

Fonte: Musixmatch

Compositori: Mattia Balardi

Testo di Supereroe © The Saifam Group Srl


https://youtu.be/uICZsH8GsW0

Recensioni DANZA MACABRA SUL LAGO D’ISEO


 DANZA MACABRA SUL LAGO D’ISEO - EMANUELA TADDEI

Ho ricevuto in regalo questo racconto breve direttamente dall’autrice… che dire, l’ho iniziato e l’ho letto tutto d’un fiato… e ve lo dico io, che accumulo libri cominciati e mai finiti!

“Pazzesco” e intrigante, ritmo incalzante, resterete incollati per 40 pagine con il fiato sospeso tra sogno e realtà… e poi c’è tanto da scoprire sulla nostra bella Iseo!

Mi permetto di farle pubblicità perché @taddei Emanuela è una persona speciale che se la merita tutta.

(Lo trovate su Amazon)  Giulia 


Emanuela buongiorno, finalmente finito! Anzi, a dire il vero, l’ho riiniziato per poterlo leggere in modalità no-stop... È un viaggio tra sogno e realtà che avvince e ti cattura fino alla fine. Grazie di questo dono letterario che, a tratti, mi risveglia sensazioni familiari. È un racconto travolgente e magnetico con un finale inaspettato.  Questo tuo libro è un dono apprezzato che terrò con cura e affetto poiché donato con il cuore, con la gentilezza e dolcezza che ti contraddistingue cara Emanuela, anima piena di buoni propositi e di punti di domanda... Non abbandonare la scrittura  se puoi.. È nelle tue corde (dopo il cucito naturalmente 😁😊😘) Emiliana